Viaggiare sicuri in Marocco: consigli e dritte

Viaggiare sicuri in Marocco: consigli e dritte

07/05/2020 Off Di Beverley Simmmons

Scoprire una terra non troppo lontana ma molto diversa dai paesaggi ordinari a cui siamo più abituati è l’ideale per chi vuole concedersi una parentesi avventurosa: il Marocco è forse la meta più adatta per chi sente il bisogno di staccare, andando ad immergersi in luoghi dal fascino insuperabile.

Ecco quello che c’è da sapere per un viaggio in piena sicurezza, al massimo dell’avventura. In questo approfondimento troverete tutto il necessario per preparare un viaggio indimenticabile.

Viaggiare sicuri in Marocco: un po’ di storia

Prima del viaggio è bene aver chiare le peculiarità di questi luoghi del Mediterraneo. Il Marocco è uno stato retto da una monarchia costituzionale: re e governo hanno il potere esecutivo, mentre le due camere parlamentari sono le responsabili della legiferazione.

Il sovrano, che vive nel palazzo reale che ha sede proprio nella capitale Rabat, svolge anche il ruolo di capo di tutte le forze armate, responsabili del mantenimento dell’ordine nel paese. Un ruolo che si abbina anche a quello di capo spirituale e religioso del paese: la popolazione è a maggioranza musulmana, ma sono presenti anche altre minoranze appartenenti alla religione ebraica e a quella cristiana cattolica. Dal 2011, dopo i moti che hanno animato tutto il Maghreb, è stata approvata una nuova Costituzione per il paese, che di fatto ha limitato il potere del Re a favore di un regime più democratico.

Ad oggi il Marocco è un territorio estremamente sicuro in cui passare le vacanze. Con ogni probabilità il luogo del Mediterraneo meridionale più adatto per avventurarsi alla scoperta dell’Africa, senza andare troppo lontano. La sicurezza è infatti una delle priorità del paese, poiché il turismo è una risorsa fondamentale per l’intera economia nazionale.

La lingua

Per destreggiarsi bene nel rapporto con la popolazione e la sua davvero calorosa ospitalità non farebbe male conoscere un po’ di francese, una lingua che in Marocco è conosciuta quasi da tutti data la passata dominazione coloniale. Il francese si aggiunge all’arabo e al magrebino, di cui potrete apprezzare gli affascinanti suoni girando per le strade e per i mercati.

Anche chi non conosce il francese non deve però preoccuparsi, o limitarsi solo per questo banale motivo a non scoprire questa terra: un modo per interagire con questa popolazione aperta si riesce sempre a trovare.

Il costo della vita in Marocco

Partiamo subito col dire che un viaggio in Marocco è un viaggio economico. Escluso il volo (per il quale si trovano comunque prezzi più che convenienti) i costi del soggiorno sono davvero esigui, dal prezzo degli Hotel al cibo. In media il cambio è di 11 dirham per 1 euro. Con 120 dirham si paga una cena per due persone, con 10 dirham un litro di benzina. In Marocco è inoltre facile prelevare e trovare opportunità per cambiare gli euro in moneta locale, sia in aeroporto che in città. Potreste invece avere qualche difficoltà con le carte di credito: in genere vengono preferiti i contanti per via delle commissioni.

Viaggiare in auto

Ovviamente è possibile noleggiare un mezzo, ma dovrete fare i conti con il caos del centro città e destreggiarvi tra auto, carretti e asini. I limiti di velocità variano dai 40 ai 100 km: 80 e 100 per le strade a scorrimento veloce, tra i 40 ed i 60 nei centri urbani. Non è necessario essere in possesso della patente internazionale, basta la patente italiana.

L’assicurazione di viaggio

Per viaggiare sicuri è sempre consigliato effettuare la sottoscrizione di un’assicurazione di viaggio mirata, utile a far fronte ad eventuali imprevisti o disagi. Per limitare ulteriormente i rischi, inoltre, potete rivolgervi alle agenzie locali per itinerari organizzati.

I documenti per un viaggio in Marocco

Ultimo elemento fondamentale da ricordare per garantirsi un viaggio in piena sicurezza, è assicurarsi di avere tutti i documenti necessari per viaggiare senza preoccupazioni. Il passaporto con cui si viaggia deve essere necessariamente in corso di validità e – attenzione – non deve scadere a tre mesi dalla data di ingresso nel Paese.