Ogni metropoli ha la sua mappa dei quartieri malfamati: ecco quelli di Londra

Ogni metropoli ha la sua mappa dei quartieri malfamati: ecco quelli di Londra

28/08/2020 Off Di Gabriella Sassi

Ovunque ci si sposti, che sia nella nostra Nazione o all’estero, esistono da sempre dei luoghi più o meno pericolosi.

Ogni metropoli o città ha la sua mappa dei quartieri in cui è possibile aggirarsi con sicurezza, o al contrario da evitare. Alcuni parlano in questi casi di zone verdi e zone rosse, altri di zone “ok” o “off limits”. Ciò che conta, a prescindere dalla definizione, è essere informati e sapere sempre dove ci si sta recando.

Avere una buona conoscenza del posto in cui andiamo, o in cui abbiamo intenzione di trascorre un periodo più o meno breve di tempo, è di fondamentale importanza per non incappare in strade “sbagliate”. Tutto quello che ci occorre sapere è nel mondo attuale dell’era digitale a portata di click. Basta una semplice navigazione web, per avere accesso a qualsivoglia informazione reperibile su un dato punto del globo.

Nello specifico, noi in questo caso, dedichiamo particolare attenzione ai quartieri di Londra, una delle mete turistiche e non solo più ambite. Da diverso tempo, infatti, la capitale british è oggetto di scelta per chi viaggia o studia all’estero. O ancora per chi cerca lavoro fuori dal proprio Paese, con la speranza di migliori opportunità. Bene, premesso ciò, diamo ora uno sguardo ai distaccamenti londinesi cercando di stabilire una gerarchia di pericolosità funzionale.

Westminster

Per tale quartiere vale la regola che non sempre il luogo più conosciuto o rinomato è di conseguenza anche quello più sicuro. La presenza sul suo territorio delle sedi governative e monarchiche se da un lato potrebbe generare rassicurazione, dall’altro invece deve anche far riflettere. Questo posto, infatti, è stato e può essere ancora in futuro (sperando di no ovviamente) centro delle mire terroristiche. Un motivo decisamente non trascurabile per tenersene alla larga o magari collocarlo nella nostra lista come ultima spiaggia.

Camden Town

Da sempre cuore nevralgico del commercio inglese, con i suoi mercati all’aperto e la vasta gamma di negozi, è un fulcro gravitazionale di attrazione turistica. Anche in questa circostanza, però, occorre allargare la riflessione alla vivibilità h24. Ciò che è opportuno sapere, in ottica sicurezza, è che di sera questo distaccamento è terreno fertile per spacciatori ed individui inclini all’abuso di alcool. Va da sé che nella seconda parte della giornata è meglio fare capolino altrove.

Kensington, Chelsea ed Hackney

Questi tre quartieri sono accomunati da un tasso davvero elevato di povertà. Condizione, questa, che comporta come diretta conseguenza una vivibilità non di certo ottimale. Se si è di passaggio può andar bene, ma se si vuole soggiornare sarà meglio farlo in un altro contesto.

Soho e Seven Sisters

Due zone rosse, queste, per diversi motivi. La prima per i quartieri a luci rosse ed un livello di prostituzione dilagante. La seconda, invece, è contraddistinta da tempo immemore da una storia ed una tradizione negativa. Pur essendo molto grande come luogo, e quindi ci si può spostare facilmente, evitarlo del tutto non è poi una cattiva idea.

Limehouse e Stockwell

In queste due parti di Londra il clima cambia in positivo. Se prima abbiamo parlato di territori malfamati e ad alto tasso di criminalità, nei suddetti due distaccamenti la musica cambia. Entrambe queste zone hanno conosciuto un netto miglioramento sia delle condizioni di vita che di ospitalità di chi proviene da fuori. Nel primo caso, però, è consigliabile non allontanarsi troppo dall’Holiday Inn; nel secondo, invece, l’unica pecca è data dall’eccessiva presenza quasi pervasiva della colonia portoghese.
Insomma, se l’intenzione è quella di frequentare Londra e le zone limitrofe, non conta tanto il lasso di tempo per cui vogliamo farlo, ma essere a conoscenza di ciò che la contraddistingue: in positivo ma soprattutto in negativo.